Parliamo di Acufene

Il Nostro Centro è specializzato nel counseling e nella terapia riabilitativa dell’acufene

Se si dialoga a lungo con i pazienti che soffrono di acufeni, si comprende che per molti di loro il disagio maggiore non è dato dall’acufene in sé, ma soprattutto dall’incapacità di accettare la presenza di tale disturbo. Gli aspetti psicologici, lavorativi e affettivi influenzano molto il sintomo; infatti, se i soggetti riescono ad apprendere una strategia che consenta loro di veicolare l’attenzione su altri stimoli, ignorando l’acufene, il fastidio tende a scomparire o a ridursi considerevolmente.

Acufene ed Ipoacusia

Il fatto che la maggior parte dei pazienti acufenici presenti anche dei deficit uditivi ha portato a considerare la percezione dell’acufene correlata alla deprivazione acustica. Si ritiene che il sistema nervoso centrale reagisca alla mancanza di stimolazione neurale dell’orecchio (segnale fantasma) aumentando il proprio livello di “attenzione” nei confronti dei segnali uditivi che lo raggiungono .

Tuttavia, dal momento che i neuroni sono deprivati di stimoli e che non ricevono più i segnali dalla coclea (orecchio interno), proprio a causa del deficit uditivo, cercano di ipercompensare la mancanza di stimoli acustici. Questo fa sì che si verifichi un fraintendimento e che vengano interpretate come suono altre stimolazioni elettriche (che prima – invece – erano ignorate). Questo spiega perché gli apparecchi acustici, offrendo un’amplificazione adeguata alla regione dell’ipoacusia, si rivelino di così grande aiuto.

Gli apparecchi acustici, se applicati in modo adeguato, possono essere efficaci in oltre il 60% dei casi, per diminuire la percezione dell’acufene.

Già solo l’amplificazione generata dall’apparecchio acustico tende  migliorare la percezione del parlato ed a mascherare l’acufene.

Oltretutto questi ultimi possono produrre bande di rumore mascherante adattabili per configurazione frequenziale ed intensità alle necessità del singolo paziente.

Nonostante tutto la figura dell’audioprotesista spesso non è sufficiente nella gestione dell’acufene e, oltre allo specialista otorinolaringoiatra, entrano in giocano: psicologo, psichiatra, medico di famiglia, neurologo, farmacologo, nutrizionista, ortodontista, fisioterapista, specialista nei disturbi del sonno.

Acufene e danni Extra Uditivi

Nella maggior parte dei casi la comparsa dell’acufene non è da attribuire ad un danno di natura uditivo.

Le principali cause extra-uditive che possono portare alla comparsa o all’aggravamento di un acufene sono:

-Problemi muscolari ed articolari dell’ATM (Articolazione temporo Mandibolare) come Bruxismo, problemi di masticazione o deglutizione, possono causare un’ infiammazione dei muscoli Temporo-Mandibolari e possono in molti casi portare alla comparsa di acufeni e/o cefalee.

Problemi Cervicali possono tendere ad un’ infiammazione dei muscoli cervicali portando alla comparsa di acufeni.

– Nella percezione dell’acufene sono coinvolte anche le strutture del sistema limbico,le quali sono alla base dell’emotività. Proprio a causa di questa interazione, forti Stress, Stati d’Ansia e Depressione sono le principali cause degli acufeni più fastidiosi.

Vi siete mai chiesti se l’acufene peggiora quando siete sotto stress?

TRT (tinnitus retraning terapy)

La TRT utilizza sia il counselling informativo (direttivo) che la terapia sonora (suoni a basso livello), in modo da avviare il processo di adattamento del paziente nei confronti della percezione acufenica. Secondo questo modello neurofisiologico, esiste un fattore iniziale o un evento scatenante che dà origine al segnale acufenico.

A livelli sub-corticali, nella corteccia uditiva, ha luogo la percezione e la valutazione in seguito al rilevamento del segnale fantasma. Il sistema limbico (ovvero il centro di controllo emozionale del cervello), innesca il rilascio dei neurotrasmettitori, attivando il sistema nervoso autonomo.Questo processo crea un accumulo graduale di cambiamenti “plastici” all’interno del sistema nervoso, volti a sopprimere, oppure a mantenere, sia la percezione che la reazione emotiva, attraverso un vero e proprio ciclo di feedback.

E’ di fondamentale importanza ricordare che quando il sistema limbico associa agli acufeni sensazioni di paura o di minaccia, l’attenzione viene orientata verso l’acufene.

Sistema di feedback audiologico emotivo della percezione dell’acufene

La TRT si propone, quindi di attenuare la connessione tra il sistema uditivo, quello limbico ed autonomo, interferendo con l’attività neuronale correlata all’acufene (Hazell, 1998), attraverso il raggiungimento dell'”abitudine all’acufene“.

Vi sono due differenti tipi di abitudine:

  • ABITUDINE DI REAZIONE
  • Separazione della percezione dell’acufene dalla reazione negativa del cervello e del corpo.
  • ABITUDINE DI PERCEZIONE
  • Blocco dell’attività neuronale correlata all’acufene prima che raggiunga il livello di coscienza.
  • Una volta che si è instaurata l’abitudine di reazione, i pazienti non provano più fastidio, anche se il loro acufene ha la stessa intensità e la stessa frequenza che aveva prima del trattamento. Nel momento in cui s’instaura l’abitudine di percezione, la percentuale di tempo in cui il paziente si accorge dell’acufene diminuisce enormemente.

Il Nostro intento

E’ bene ricordare che ogni causa va affrontata in modo differente, ecco perchè l’ Acustica Santa Chiara offre un percorso di counseling multidisciplinare avvalendosi della collaborazioni di Ingegneri, Audioprotesisti, Audiometristi, Otorini, Psicologi, Osteopati, tutti specializzati nella cura e riabilitazione dell’ Acufene.